Il rinnovo del CCNL per i lavoratori somministrati siglato il 21 dicembre scorso contiene alcune regole mirate a limitare gli effetti negativi del c.d. decreto dignità.
In primo luogo, viene allungato sino a 48 mesi il periodo di durata massima del rapporto a tempo determinato che può intercorrere tra un’agenzia per il lavoro e un somministrato; tale limite riguarda la durata complessiva del rapporto tra il somministrato e l’Agenzia per il lavoro, ma va combinato con la durata massima della missione presso il medesimo utilizzatore, che non può superare i 24 mesi.
Così, per fare un esempio, un somministrato assunto dall’agenzia Alfa non può lavorare oltre un periodo di 24 mesi massimo presso l’utilizzatore Beta; una volta superata tale soglia, tale lavoratore può lavorare alle dipendenze dell’Agenzia per altri 24 mesi solo se viene inviato in missione presso altri utilizzatori diversi da Beta.
Il secondo intervento riguarda le anzianità lavorative maturate prima del 1 gennaio 2019.
Secondo la nuova disciplina, le anzianità maturate dal 1 gennaio 2014 al 31 dicembre 2018 si calcolano entro il limite massimo di 12 mesi, anche se il rapporto tra le parti ha avuto in concreto una durata maggiore.
In questo modo, le anzianità maturate prima del 2014, e i periodi eccedenti i 12 mesi nel quinquennio pregresso, non concorrono al raggiungimento delle soglie di durata massima prevista dalla legge e dallo stesso contratto collettivo.
In altre parole, viene di fatto allungato il periodo di lavoro che può ancora essere svolto a tempo determinato dai somministrati che hanno accumulato lunghi periodi di attività prima dell’entrata in vigore del decreto dignità.
Un’altra regola importante riguarda il numero massimo delle proroghe che possono essere applicate a ciascun contratto di lavoro a scopo di somministrazione.
Viene confermata la disciplina vigente prima del decreto dignità (6 proroghe per ogni contratto di somministrazione) ma il numero di proroghe consentite sale a 8, se il CCNL dell’utilizzatore fissa una durata massima diversa dai 24 mesi.
Sono ammesse 8 proroghe anche in caso di utilizzo di lavoratori svantaggiati e molto svantaggiati, soggetti privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno 12 mesi, lavoratori ricollocati presso un diverso utilizzatore applicando le procedure del CCNL, casi previsti da accordi di secondo livello o dai contratti collettivi degli utilizzatori e impiego di disabili assunti ai sensi della legge 68/1999.
Il nuovo accordo precisa inoltre che il limite di durata massima non si applica ai contratti di somministrazione a tempo determinato eseguiti mediante lavoratori assunti a tempo indeterminato dall’Agenzia.
Questa precisazione conferma – se ancora ce ne fosse bisogno – quanto già chiarito dalla circolare 17/2018 in merito all’inapplicabilità dei limiti del decreto dignità ai rapporti di lavoro a tempo indeterminato stipulati dall’agenzie per il lavoro, anche nei casi in cui servono ad attuare missioni a termine.
Un’altra misura di rilievo contenuta nel rinnovo del CCNL è il sostegno al reddito dei somministrati (SAR).
Ai soggetti che abbiano lavorato come somministrati alle dipendenze di un’Agenzia per il lavoro almeno 110 giornate nei 12 mesi precedenti e che siano disoccupati da almeno 45 giorni è riconosciuto un trattamento una tantum di 1.000 (mille) euro a carico del Fondo di Solidarietà Bilaterale; l’importo si riduce a 780 euro, se le giornate di lavoro sono inferiori a 110 ma uguali o superiori a 90.
In presenza degli stessi requisiti viene, infine, riconosciuto il diritto di ricevere un percorso mirato di formazione e riqualificazione professionale.
Questo diritto si può esercitare presso qualsiasi Agenzia per il lavoro e si concretizza nella possibilità di ricevere servizi di orientamento, bilancio di competenze e formazione di almeno 30 ore.