Assegni-per-il-nucleo-familiare-online, quando resta obbligatoria l’autorizzazione

La nuova procedura di gestione dell’Anf, partita lo scorso 1° aprile, modifica i passaggi che il lavoratore deve seguire per l’ottenimento della prestazione ma lascia immutato l’onere del soggetto interessato di inviare una domanda di autorizzazione, nei casi previsti.

Infatti, se l’erogazione degli Anf è effettuata dal datore di lavoro, è necessaria l’autorizzazione nelle seguenti ipotesi: quando venga richiesta l’inclusione di determinati familiari nel nucleo come fratelli, sorelle, figli di separati o divorziati, sciolti da unioni civili, figli naturali, familiari residenti all’estero, eccetera; nel caso di possibile duplicazione del pagamento in riferimento a figli di genitori separati/divorziati o sciolti da unione civile, figli naturali, e così via; per applicare l’aumento dei livelli reddituali come nel caso  di familiari minorenni con difficoltà a compiere le funzioni proprie della loro età o maggiorenni con inabilità assoluta e permanente a svolgere proficuo lavoro; nel caso  in cui il coniuge non sottoscriva la dichiarazione di responsabilità nel modello Anf/Dip.

La domanda di autorizzazione va presentata all’Inps allegando la documentazione necessaria, oppure la relativa dichiarazione sostitutiva, e utilizzando uno dei seguenti canali: web tramite il servizio telematico accessibile direttamente dal cittadino munito di pin attraverso il portale Inps nella sezione Invio OnLine di Domande di prestazioni a Sostegno del reddito, funzione Autorizzazioni Anf, ovvero per il tramite dei patronati attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi, o utilizzando il contact center.

In caso di accoglimento – secondo le nuove istruzioni vigenti a decorrere dal 1° aprile 2019 – al cittadino richiedente non viene più inviato il provvedimento di autorizzazione denominato modello ANF43 (come previsto con le vecchie regole) ma la struttura Inps territorialmente competente procede alla successiva istruttoria della domanda ANF/DIP, secondo le nuove modalità operative. In caso di reiezione, invece, sarà inviato all’interessato il relativo provvedimento, con il modello ANF58.

In linea generale, per quanto riguarda la decorrenza, il diritto all’Anf scatta dal primo giorno del periodo di paga o di pagamento della prestazione previdenziale, nel corso del quale si verificano le condizioni prescritte per il riconoscimento del diritto stesso come, ad esempio, celebrazione del matrimonio, nascita o adozione di figli. Invece, la cessazione avviene alla fine del periodo in corso alla data in cui le condizioni stesse vengono a mancare, come nel caso di separazione legale del coniuge o conseguimento della maggiore età da parte del figlio.

Con riguardo al pagamento degli assegni subordinato ad autorizzazione da parte dell’Inps, la data iniziale dell’erogazione e quella di scadenza sono indicate nell’autorizzazione.

Se spettano assegni giornalieri, il diritto inizia e termina dal giorno in cui si verificano o vengono a mancare le condizioni prescritte: comunque non possono essere erogati complessivamente più di sei assegni giornalieri per ciascuna settimana e 26 per ogni mese.

Infine, se la domanda viene presentata per uno o per più periodi pregressi, gli arretrati spettanti vengono corrisposti entro cinque anni, secondo il termine di prescrizione quinquennale.

Alessandro Rota Porta