Il datore di lavoro può integrare in giudizio le motivazioni del licenziamento intimato al Dirigente

I Dirigenti del settore Industria possono essere licenziati con motivazione concisa in quanto al datore-di-lavoro è concessa la facoltà di integrare o esplicitare i motivi anche in sede giudiziale.

Specificamente, il datore di lavoro potrà esplicitare o integrare la motivazione posta alla base del licenziamento per giustificato motivo oggettivo del Dirigente nelle more del procedimento incardinato dinanzi al Giudice o in sede di giudizio arbitrale qualora tale motivazione non sia stata resa con il licenziamento ovvero risulti generica o insufficiente, nel rispetto del contraddittorio che deve essere sempre garantito.

Il CCNL Dirigenti Industria, infatti, sebbene da un lato impone la contestualità delle motivazioni del licenziamento, dall’altro, in mancanza di tale contestualità, non legittima automaticamente il Dirigente ad ottenere il pagamento dell’indennità supplementare prevista a titolo risarcitorio, subordinando tale diritto all’accertamento dell’eventuale inadempimento contrattuale  – posto in essere dall’azienda – da parte del Collegio Arbitrale o del Giudice del Lavoro.

Sempre secondo il CCNL in esame,  in sede arbitrale il datore di lavoro può esplicitare (o integrare) le motivazioni addotte e a ciò consegue che, dinanzi al Collegio, le precisazioni fornite successivamente al licenziamento possono – qualora ritenute adeguate – scongiurare per l’azienda il rischio del pagamento dell’indennità supplementare.

Pertanto, la Corte di Cassazione, pronunciatasi sul punto con la sentenza n. 3147/2019, ha riportato le considerazioni sopra esposte previste dal CCNL Industria in caso di ricorso del Dirigente al Collegio di Arbitri anche per la sede giudiziale, muovendo dal presupposto dell’alternatività per il Dirigente di adire il Collegio Arbitrale o  il Tribunale nel caso in cui ritenga il licenziamento ingiustificato.

In altre parole, muovendo dalla lettura del CCNL Industria, la Suprema Corte permette al datore di lavoro di esplicitare o integrare le motivazioni addotte al licenziamento del Dirigente, poi impugnato, anche in una fase successiva nel rispetto del contraddittorio.