Il novellato art. 4 dello Statuto dei Lavoratori stabilisce che gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti, dai quali possa derivare la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori, possono essere impiegati, sui luoghi di lavoro, ma solo per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro, per la tutela del patrimonio aziendale. L’istallazione di tali strumenti, (con esclusione di quelli strettamente necessari all’adempimento della prestazione lavorativa, come il pc o il telefono aziendale, a condizione che non siano “modificati” dal datore di lavoro per consentire controlli a distanza) è assoggettata al preventivo accordo sindacale o tramite autorizzazione amministrativa presso gli uffici territoriali competenti dell’INL.

Lo scorso 19 febbraio l’INL aveva evidenziato che, ai fini del rilascio dell’autorizzazione all’installazione degli strumenti di controllo, l’indagine doveva focalizzarsi prevalentemente sulla verifica della sussistenza delle ragioni organizzative e produttive indicate a base dell’istanza.

Con lettera circolare n. 302 del 18 giugno 2018, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha fornito alcune indicazioni operative sul rilascio dei provvedimenti autorizzativi relativi alle richieste di installazione di impianti di videosorveglianza motivati da finalità di sicurezza sul lavoro.

L’Ispettorato ha sottolineato come l’oggetto dell’attività valutativa, in fase di istruttoria, debba consistere in un analitico esame delle motivazioni che giustificano e che legittimano l’utilizzo di strumenti dai quali derivi la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori, nonché la necessaria correlazione che deve sussistere tra le modalità di impiego di tali strumenti e le finalità dichiarate.

Nel caso di specie, l’Ispettorato ha sottolineato come le richieste legate ad esigenze di sicurezza del lavoro, devono essere effettuate con la puntuale indicazione delle motivazioni di natura prevenzionistica che sono alla base dell’installazione di impianti audiovisivi e con la necessaria allegazione della documentazione di supporto.

L’Ispettorato sottolinea dunque come l’oggetto della valutazione, in fase istruttoria, consista “in un analitico esame delle motivazioni che giustificano e legittimano l’utilizzo di strumenti dai quali derivi la possibilità di controllo a distanza dell’attività nonché della correlazione tra le modalità di impiego di tali strumenti e le finalità dichiarate”.

Alla luce di quanto sopra il datore di lavoro, in conformità con le previsioni di cui all’art. 29 del T.U Sicurezza deve aggiornare il DVR “(…) in occasione di modifiche del processo produttivo o della organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e sicurezza dei lavoratori, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione o a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità“.

A tal proposito, l’aggiornamento del DVR è condizione necessaria per la richiesta di installazione dei sistemi di videosorveglianza e dovrà essere indicata la ragione specifica per la quale si intende installare ed utilizzare la videosorveglianza per la sicurezza sul lavoro. Pertanto l’istanza rivolta alle all’Ispettorato dovrà essere integrata con gli estratti del documento di valutazione dei rischi aggiornato, dai quali risulti, in stretta connessione teleologica, che l’installazione dell’impianto di videosorveglianza è la misura necessaria ed adeguata per ridurre i rischi di salute e sicurezza cui sono esposti i lavoratori.