A pochi giorni dall’inizio del campionato di calcio l’INPS ha sbloccato il “libretto di famiglia”, consentendone l’utilizzo per gli steward che collaborano all’organizzazione degli eventi sportivi.

Questo risultato è figlio della circolare n. 94 con la quale l’Istituto ha compiuto due passaggi fondamentali: ha interpretato, in senso estensivo, l’art. 54-bis del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50 (come modificato dalla legge di stabilità per il 2018) chiarendo che il limite massimo di 5 mila euro di spesa per ciascun committente non si applica nel caso delle società sportive, e ha fornito le indicazioni operative per utilizzare in concreto il contratto occasionale.

La circolare ricorda che il c.d. libretto di famiglia è utilizzabile per le attività lavorative indicate dal decreto del Ministro dell’Interno 8 agosto 2007, svolte dagli steward negli impianti sportivi nei confronti di società sportive professionistiche (quelle rientranti nel campo di applicazione della legge 23 marzo 1981, n. 91), entro un limite massimo di compensi, nel corso di un anno civile e per ciascun prestatore, di 5 mila euro.

Questo limite, precisa la circolare, è l’unico applicabile alla fattispecie, non essendo invece operativo l’altro tetto, di carattere generale, in virtù del quale la spesa complessiva di ciascun committente, nei confronti di tutti i prestatori occasionali, non può superare la somma annua di 5 mila euro.

Tale tetto, secondo INPS, non è coerente con la ratio della norma, in quanto questa intende agevolare l’utilizzo delle prestazioni occasionali da parte delle società sportive; è una lettura coraggiosa e condivisibile, che consente di superare un pasticcio normativo che aveva finora bloccato la concreta utilizzabilità dello strumento.

La procedura, secondo la circolare, potrà essere seguita solo per le prestazioni rese dagli steward, mentre restano escluse attività diverse da quelle indicate nel decreto del Ministro dell’Interno 8 agosto 2007; per hostess, parcheggiatori, addetti alla biglietteria e servizi affini dovranno, quindi, necessariamente essere utilizzate forme di lavoro diverse (intermittente, occasionale, ecc.).

Le società sportive (tutte, senza limiti dimensionali) potranno utilizzare il libretto di famiglia iscrivendosi alla piattaforma telematica appositamente costituita da Inps (dove sarà costituita una sezione ad hoc per gli steward); per accedere alla sezione dovranno inviare una PEC alla Direzione centrale Entrate, dichiarando di rientrare nell’ambito di applicazione della legge n. 91/1981.

Questo meccanismo sembra mettere fuori gioco le imprese che gestiscono in regime di appalto il servizio, privilegiando il rapporto diretto tra le società sportive e gli steward; non è da escludere, tuttavia, che tali imprese possano comunque collaborare alla gestione dello strumento, curando per conto delle società sportive gli adempimenti connessi alla procedura e occupandosi della concreta organizzazione del servizio.

Infine, l’Inps ricorda che per ogni ora di prestazione lavorativa dovranno essere sostenuti i seguenti costi: 8 euro per il compenso, 1,65 per la contribuzione INPS, 0,25 per il premio assicurativo INAIL e € 0,10 per il finanziamento degli oneri di gestione della prestazione, per un costo totale di 10,10 euro.