La legge riconosce in favore del dipendente che lavora in modalità agile alcune tutele specifiche, volte a prevenire i diversi che possono accompagnarsi alla situazione.

Innanzitutto, al fine di evitare discriminazioni, la legge chiarisce che il lavoratore che svolge la prestazione in smartworking ha diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato nei confronti dei lavoratori che svolgono le medesime mansioni in azienda. Il lavoratore agile ha anche diritto agli incentivi di carattere fiscale e contributivo eventualmente riconosciuti in relazione agli incrementi di produttività ed efficienza del lavoro subordinato.

Inoltre, il lavoratore ha diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dipendenti da rischi connessi alla prestazione resa all’esterno dei locali aziendali. Il lavoratore agile è inoltre tutelato per il c.d. infortunio in itinere in particolare l’art. 23 della L. 81/2017 in caso di infortuni occorsi durante “il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello prescelto per lo svolgimento della prestazione all’esterno dei locali aziendali, […] quando la scelta del luogo della prestazione sia dettata da esigenze connesse alla prestazione, necessità di conciliare esigenze di vita e di lavoro e risponda a criteri di ragionevolezza”.

Il datore di lavoro deve, inoltre, garantire la salute e la sicurezza del lavoratore che svolge la prestazione in smartworking (art. 22 legge n. 81/2017).         Per adempiere questo obbligo, il datore deve dunque consegnare al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con cadenza almeno annuale, un’informativa scritta nella quale sono individuati i rischi generali e i rischi specifici, connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro. Inoltre, è è previsto un generale obbligo di cooperazione all’attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal datore di lavoro per fronteggiare i rischi connessi all’esecuzione della prestazione all’esterno dei locali aziendali.

Anche sul tema del controllo a distanza e della privacy ci sono regole di tutela specifiche. Le parti devono disciplinare le modalità di controllo della prestazione lavorativa del dipendente, quando questo si trova all’esterno dei locali aziendali, assicurando anche il c.d. diritto alla disconnessione in determinati periodo del giorno.

Inoltre, l’azienda deve consegnare al dipendente sia l’informativa privacy (per gli strumenti di controllo a distanza eventualmente assegnati) così come deve informare il dipendente sui rischi per la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro derivanti dallo svolgimento della prestazione all’esterno dell’azienda. Adempimenti indispensabili che devono essere attuati non solo come obblighi documentali ma richiedono un’analisi effettiva del contesto e dei rischi.