Passa su web la gestione del modello A1: è questo l’effetto della circolare Inps 86/2019 che
prevede, appunto, la modalità telematica dell’attestazione in oggetto, già attiva sul portale
dell’Istituto e definitivamente obbligatoria dal prossimo 1° settembre.
Ma entriamo nel dettaglio. Innanzitutto, il modello A1 consiste nella certificazione della
legislazione di sicurezza sociale applicabile al lavoratore, titolare del modello, nei casi in cui lo
stesso svolga un’attività lavorativa in uno o più Stati che applicano la regolamentazione
comunitaria. Non contiene, invece, informazioni né sulle condizioni di lavoro, né sull’adempimento
degli obblighi retributivi e contributivi da parte dell’azienda, né notizie sull’effettiva sussistenza del
rapporto di lavoro.
In sostanza, il certificato in parola attesta l’obbligo per l’impresa distaccante di pagare i contributi
esclusivamente nello Stato membro di stabilimento e non anche in quello ospitante.
Venendo alla nuova procedura, il canale telematico riguarda la presentazione delle richieste di
rilascio dell’A1 da parte dei datori di lavoro o degli intermediari abilitati, con riferimento a queste
casistiche: Lavoratore marittimo (articolo 11, par. 4, Reg. (CE) n. 883/2004), lavoratore subordinato
distaccato (articolo 12, par. 1, Reg. (CE) n. 883/2004), accordo in deroga per distacco lavoratore
dipendente (articolo 16 Reg. (CE) n. 883/2004).
Dal punto di vista operativo, per effettuare l’invio online, occorre accedere alla Sezione “Tutti i
servizi” del sito Inps e digitare nel campo di testo libero “Servizi per le aziende e consulenti”,
quindi entrare nel “Portale delle Agevolazioni”, alla voce “Distacchi”.
Una volta presentata la domanda, il richiedente potrà verificarne lo stato sull’apposito cruscotto web
e verrà avvisato dell’esito via e-mail e/o via sms ai contatti indicati nella domanda.
Restano, al momento, escluse dal canale telematico le tipologie di richieste del modello per le quali
è prevista la presentazione diretta da parte del lavoratore interessato: in queste ipotesi – specificate
dalla circolare 86 – la trasmissione della domanda deve avvenire con la procedura attualmente in
uso.
Ma cosa accade se il distacco fosse realizzato senza la presenza del modello A1? Si è occupato di
questa fattispecie l’Ispettorato nazionale del Lavoro, con la circolare 1/2017.
In particolare, la mancanza del modello A1, ovvero della relativa richiesta avente data certa, può
costituire un indicatore che la situazione non sia qualificabile come distacco genuino: in questo
caso, l’infrazione è analizzata agli accertatori come uno degli elementi utili per la valutazione
complessiva, sebbene non decisivo, poiché il distacco potrebbe comunque risultare genuino.
Peraltro, nel caso opposto, la presenza del modello A1, ovvero della relativa richiesta avente data
certa, non esclude la possibilità per gli organi di vigilanza di accertare eventuali ipotesi di frode,
abuso o elusione.
Infine, merita ricordare come l’autenticità del distacco possa altresì essere messa in discussione
quando la durata del medesimo sia superiore ai 24 mesi (Regolamento (CE) n. 883/2004) o
comunque si rilevino ulteriori elementi che depongano per la non temporaneità del distacco stesso.

Alessandro Rota Porta