Parte il reddito di cittadinanza ma senza Navigator. Vince il divano?

Oggi parte il reddito di cittadinanza e, come ampiamente previsto, dei “Navigator” non c’è nemmeno l’ombra.

È una carenza molto grave, perché senza politiche attive per il lavoro questa misura rischia di diventare un trattamento assistenziale di massa.

Ci sarebbe ancora tempo per rimediare, a patto di ripartire da alcuni concetti di base, che provo ad elencare:

– fino a quando non verrà cambiata la Costituzione, non si può imporre alle Regioni un inserimento di massa di nuove persone nei centri per l’impiego

– una selezione degna di questo nome non può risolversi in un quizzone

– per assumere Navigator bisogna prima definire il profilo professionale e poi formare le persone

– la co.co.co. è un contratto adatto a lavoratori autonomi: non ha senso (e crea solo contenzioso) usarla per soggetti eterno-diretti

– esiste un mondo dove ogni mattina lavorano migliaia di Navigator – le agenzie per il lavoro – che in questi mesi è stato insultato e poi ignorato, e che invece andava coinvolto in modo strutturale

Per fare politiche attive serie serve tempo e programmazione: è in grado una politica che guarda solo alle elezioni europee di maggio di trovare una visione di lungo periodo?