Reddito di Cittadinanza e Quota 100: quali le novità?

Tra le principali innovazioni contenute nel Decreto Legge approvato dal Consiglio dei Ministri, il Reddito di Cittadinanza e il meccanismo della Quota 100, sono certamente le misure più attese. In particolare, la Legge di Bilancio 2019, Legge n. 145/2018, ha previsto la costituzione di due Fondi presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: il primo è il Fondo per il reddito di cittadinanza che introduce nel nostro ordinamento il Reddito e la Pensione di Cittadinanza,  il secondo è il Fondo per la revisione del sistema pensionistico attraverso l’introduzione di ulteriori forme di pensionamento anticipato e misure per incentivare l’assunzione di lavoratori giovani, a decorrere dal 2020.

Alla luce dei numerosi temi affrontati dalla Legge di Bilancio 2019, appare opportuno svolgere delle brevi considerazioni in merito ai principali istituti introdotti.

Reddito di cittadinanza. Il Reddito di Cittadinanza è uno strumento introdotto dalla Legge di Bilancio 2019 volto eliminare situazioni di disuguaglianza ed esclusione sociale al fine di promuovere l’occupazione e l’attività di formazione professionale attraverso politiche attive che mirano all’inserimento sociale e al sostegno economico dei soggetti con difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro.

Beneficiari del reddito di cittadinanza. Possono beneficiare del reddito di cittadinanza tutti i cittadini italiani che, pur percependo altri redditi (anche sotto forma di Naspi), non superano la soglia di povertà, stabilita di volta in volta dagli indici ISTAT. Inoltre, i beneficiari devono essere in possesso di specifici requisiti tra i quali un valore ISEE inferiore a Euro 9.360,00; residenza in Italia da almeno 10 anni, di cui almeno 2 anni in modo continuativo; un reddito familiare inferiore alla soglia prevista dalla legge; un valore del patrimonio mobiliare non superiore ad una somma massima di Euro 10.000,00 per nucleo familiare; un valore del patrimonio immobiliare (diverso dalla casa di abitazione) non superiore ad Euro 30.000,00. I beneficiari dovranno anche rispettare specifiche disposizioni per mantenere il diritto all’erogazione del beneficio contributivo.

Inoltre, in caso di assunzione con contratto di lavoro dipendente di uno dei componenti del nucleo familiare percettore del beneficio nel corso dell’erogazione del Reddito di Cittadinanza, il reddito da lavoro più alto concorre alla determinazione del beneficio economico nella misura dell’80%, a far data dal mese successivo a quello di variazione e fino a quando il maggior reddito non è recepito nell’ISEE per l’intera annualità.

Diversamente, in caso di avvio di un’attività di impresa o di lavoro autonomo (sia in forma individuale che di partecipazione), da parte di uno o più componenti del nucleo familiare nel corso dell’erogazione del Reddito di Cittadinanza, la variazione dell’attività deve essere comunicata all’INPS, a pena di decadenza dal beneficio, entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. A titolo di incentivo per l’inizio della nuova attività, il beneficiario continuerà a percepire (senza variazioni) il Reddito di Cittadinanza per le due mensilità successive a quelle di variazione della condizione occupazionale.

Modalità di accesso e durata del reddito di cittadinanza. I cittadini che intendono accedere al Reddito di Cittadinanza devono presentare domanda tramite il sistema Spid, presso i Centri per L’Impiego. L’importo verrà erogato per mezzo di una carta elettronica, la c.d. “Carta Rdc” per il periodo in cui il beneficiario risulta essere in possesso dei requisiti richiesti dalla legge e comunque per un periodo continuativo di 18 mesi. La richiesta per ottenere il Reddito di Cittadinanza può essere rinnovata, previa sospensione di un mese, prima di ciascun rinnovo. Sono previste in ogni caso verifiche sulla sussistenza dei requisiti dopo i primi 18 mesi.

In caso di interruzione della fruizione del beneficio, per ragioni diverse dall’applicazioni di sanzioni, questo potrà essere richiesto nuovamente per una durata complessiva non superiore al periodo residuo non goduto.

Decadenza. I beneficiari del Reddito di Cittadinanza che, in maniera dolosa, forniscono dati e notizie non corrispondenti al vero al fine di ottenere il beneficio sono puniti con la pena della reclusione da 2 a 6 anni, a cui si aggiunge la revoca del beneficio e il recupero di quanto indebitamente percepito. Il sussidio non potrà essere nuovamente richiesto se non sono trascorsi 10 anni dalla richiesta che ha dato origine alla sanzione. La stessa sanzione è prevista per i soggetti terzi che, con dolo, collaborino al fine di occultare redditi o patrimoni del beneficiario al fine di favorirne l’illegittima fruizione del Reddito di Cittadinanza.

Reddito di cittadinanza e implicazioni per le imprese. La Legge di Bilancio 2019 prevede, inoltre, vantaggi per le aziende che assumono lavoratori beneficiari del Reddito di Cittadinanza. Tali imprese avranno, infatti, diritto all’erogazione di un assegno mensile del valore massimo di Euro 780,00 per un periodo di 5 mesi dalla data di assunzione. Tuttavia, in casi particolari, come ad esempio assunzioni di donne e disabili, l’azienda potrebbe beneficiare del contributo fino a 6 mesi.

Patto per il Lavoro e Patto per l’Inclusione Sociale.  Coloro che intendono usufruire del Reddito di cittadinanza sono tenuti e presentare la richiesta di disponibilità immediata al lavoro, nonché ad aderire a percorsi personalizzati volti all’inserimento nel mercato del lavoro e all’inclusione sociale. Sono tenuti a tale obbligo tutti i soggetti maggiorenni, inoccupati e non frequentanti un regolare corso di studi o di formazione. Diversamente, sono esclusi dai medesimi obblighi i beneficiari della Pensione di Cittadinanza ovvero i beneficiari del Reddito di Cittadinanza pensionati o di età pari o superiore a 65 anni nonché i soggetti disabili (fatta salva ogni iniziativa di collocamento mirato). I richiedenti, entro 30 giorni dal riconoscimento del Reddito di Cittadinanza, sono convocati presso i Centri per l’Impiego nel caso in cui siano parte di nuclei familiari in cui vi sia almeno un componente in possesso di uno o più dei seguenti requisiti al momento della richiesta del Reddito di Cittadinanza:

– assenza di occupazione da non più di due anni;

– età inferiore a 26 anni;

– essere beneficiario della NASPI o di altro ammortizzatore sociale previsto in casi di disoccupazione involontaria o averne terminato la fruizione da non più di un anno;

– aver sottoscritto un Patto di Servizio in corso presso i Centri per l’Impiego.

Trascorsi 60 giorni dalla data di dichiarazione di immediata disponibilità, i beneficiari che non siano stati convocati dai Centri per l’Impiego, riceveranno dall’ANPAL (entro i successivi 30 giorni), in via telematica, le credenziali personalizzate per l’accesso diretto alla procedura telematica di profilazione predisposta da tale Ente al fine di ottenere l’assegno di ricollocazione.

Diversamente, i richiedenti che non abbiano prestato la dichiarazione di disponibilità immediata dovranno renderla durante il primo incontro previsto presso il Centro per l’Impiego. I beneficiari del Reddito di Cittadinanza, pertanto, stipulano presso i Centri per l’Impiego o presso i soggetti accreditati un Patto per il Lavoro che presenta le medesime caratteristiche del Patto di Servizio personalizzato ex art. 20, D.Lgs. n. 150/2015: il Patto di Servizio assume, dunque, la denominazione di Patto per il lavoro. Al fine della stipulazione di tale Patto i soggetti beneficiari saranno tenuti a:

  1. a) collaborare con l’operatore addetto alla redazione del bilancio delle competenze, ai fini della definizione del Patto per il Lavoro;
  2. b) accettare espressamente gli obblighi previsti nel Patto per il Lavoro tra i quali, in particolare: registrarsi sul Sistema informativo unitario delle politiche del lavoro e consultare la piattaforma digitale dedicata al Reddito di Cittadinanza volta al supporto nella ricerca del lavoro; svolgere un’attività di ricerca attiva del lavoro; accettare di essere avviato a corsi di formazione o riqualificazione professionale; sostenere colloqui psicoattitudinali ed eventuali prove di selezione finalizzate all’assunzione; accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue.

La congruità dell’offerta di lavoro è definita anche con riferimento alla durata di fruizione del beneficio del Reddito di cittadinanza. In particolare, è definita congrua un’offerta per lo svolgimento di un’attività lavorativa entro 100 km di distanza dalla residenza del beneficiario nei primi 6 mesi di fruizione del beneficio; entro 250 km di distanza oltre il sesto mese di fruizione. Solo nel caso in cui il nucleo familiare del beneficiario non sia composto da soggetti minorenni o con disabilità si definisce congrua un’offerta formulata ovunque, su tutto il territorio italiano. In questo ultimo caso il beneficiario che accetta l’offerta continuerà a percepire il Reddito di Cittadinanza per i successivi 3 mesi dall’inizio del nuovo impiego, a titolo di compensazione delle spese di trasferimento sostenute.

Nel caso di persona svantaggiata e con problemi di disagio sociale si farà, invece, riferimento ad un “patto di inclusione sociale” che prevede il coinvolgimento di comuni e servizi sociali. Il Patto per il Lavoro e il Patto per l’inclusione sociale costituiscono livelli essenziali delle prestazioni secondo quanto previsto dalla normativa vigente.

Inoltre, coerentemente con il proprio profilo professionale, il beneficiario è tenuto ad offrire la propria disponibilità per la partecipazione a progetti a titolarità dei comuni, utili alla collettività in ambito culturale, sociale e ambientale da svolere presso il proprio comune di residenza per un numero massimo di 8 ore settimanali.

La pensione di cittadinanza. Per i nuclei familiari composti da uno o più componenti di età pari o superiore a 65 anni, il Reddito di cittadinanza assume la denominazione di Pensione di Cittadinanza. Tale strumento è introdotto al fine di combattere la povertà delle persone anziane e comporta l’aumento delle pensioni minime a Euro 780,00 dal 1° febbraio 2019. I beneficiari sono i soggetti titolari di pensione minima, assegno sociale, invalidi civili, pensione di reversibilità e i soggetti che percepiscono un assegno pensionistico inferiore a Euro 780,00.  I requisiti minimi per l’accesso sono i medesimi previsti per l’accesso al Reddito di Cittadinanza, salvo specifici casi previsti dalla Legge.

Quota 100. Legge Bilancio 2019 introduce – dal mese di aprile 2019 – la Quota 100, che permette l’uscita anticipata dal mondo del lavoro (rispetto a quanto previsto dalla Legge Fornero) per tutti i soggetti titolari di un’anzianità di servizio che, sommata all’età anagrafica, deve raggiungere il valore 100. In particolare è necessario che il richiedente abbia raggiunto un’età minima di 62 anni di età e, contestualmente, abbia maturato almeno 38 anni di contributi versati, di cui al massimo 2 anni di contributi figurativi.

L’intento di tale novità è quello di ripristinare il vecchio sistema delle “quote”, abolite dalla riforma Fornero. Tale beneficio spetta ai lavoratori iscritti presso l’assicurazione generale obbligatoria (AGO), le gestioni speciali dei lavoratori autonomi, la gestione separata dell’INPS ed i fondi sostitutivi ed esclusivi dell’assicurazione generale obbligatoria.

Oltre ai dipendenti privati, possono beneficiare della Quota 100 i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, che dovranno presentare la domanda di pensionamento all’amministrazione di appartenenza con almeno 6 mesi di anticipo (tale scelta è, peraltro, a discrezione del dipendente).