Il Ministero del lavoro prende posizione su alcuni dubbi interpretativi sulla nuova disciplina delle causali nell’ambito della somministrazione di manodopera.

Il primo dubbio riguarda l’applicabilità dell’obbligo di indicazione della causale nei casi di invio in missione, con contratto di somministrazione a tempo determinato, di lavoratori assunti a tempo indeterminato da un’Agenzia per il lavoro.

In questa ipotesi, ricorda il Ministero, il legislatore non ha apportato alcuna modifica alla normativa preesistente, e quindi tali lavoratori possono essere inviati in missione presso gli utilizzatori senza obbligo di causale e senza limiti di durata; si applicano invece i limiti percentuali (30% massimo dei lavoratori assunti a tempo indeterminato dall’utilizzatore) introdotti dalla legge n. 96/2018.

Un altro dubbio riguarda il calcolo dell’anzianità di servizio in caso di utilizzo di lavoratori somministrati: la Circolare osserva che il periodo di durata massimo di 24 mesi (modificabile dalla contrattazione collettiva) deve tenere conto tanto dei periodi di lavoro con contratto a termine quanto dei periodi di somministrazione a termine. Una volta raggiunto il limite massimo, il datore di lavoro non può più ricorrere alla somministrazione a tempo determinato con lo stesso lavoratore per svolgere mansioni di pari livello e categoria legale.

Sempre con rifermento all’anzianità di servizio, il Ministero precisa che il computo dei 24 mesi deve tenere conto di tutti i rapporti di lavoro a termine a scopo di somministrazione intercorsi tra le parti: devono essere calcolati, quindi, anche i rapporti di lavoro sorti prima del 14 luglio 2018.

La circolare chiarisce, altresì, la portata della norma interpretativa contenuta nell’articolo 2, comma 1-ter, del decreto (introdotta dalla legge di conversione), secondo la quale in caso di ricorso alla somministrazione le causali si applicano esclusivamente con riferimento all’utilizzatore.

Sulla base di tale norma, i periodi di lavoro svolti – con contratti a termine a scopo di somministrazione – presso utilizzatori differenti non concorrono al computo della soglia dei 12 mesi da cui decorre l’obbligo della causale. Inoltre, il passaggio da un utilizzatore all’altro non deve essere considerato come un rinnovo e, quindi, il nuovo contratto di lavoro non richiede l’indicazione della causale; resta fermo, tuttavia, il limite massimo di durata di 24 mesi del rapporto con l’Agenzia (o la diversa soglia individuata dalla contrattazione collettiva).

Infine, la Circolare prende posizione sulle ipotesi di alternanza di contratti a termine diretti e missioni rese con la somministrazione a tempo (tra lo stesso lavoratore e la stessa azienda): i periodi di lavoro svolti nell’ambito di questi contratti si sommano ai fini del calcolo dei 12 mesi, e la loro successione si considera assimilabile a un rinnovo (e, come tali, richiede la causale).