Il termine di decadenza per impugnare i contratti di somministrazione è di 60 giorni, non potendosi applicare a tali rapporti il termine più ampio (120 giorni) previsto per il lavoro a tempo determinato ordinario.

Con questa pronuncia la Corte di Cassazione (sentenza n. 29753 del 15 novembre 2019) conferma il proprio orientamento in merito al funzionamento dei termini di decadenza previsti dal c.d. collegato lavoro (legge 183 del 2010). La controversia decisa dalla Corte riguarda la domanda proposta da un lavoratore somministrato per ottenere la costituzione, ai sensi dell’art. 27 d.Igs. n. 276 del 2003, di un rapporto di lavoro subordinato alle dipendenze della società utilizzatrice in relazione a numerosi contratti di somministrazione, prorogati più volte, intercorsi nel periodo compreso tra le parti.

In primo grado e in appello tale domanda era stata respinta in quanto i giudici avevano accolto l’eccezione di decadenza ex art. 32, comma 4, legge n. 183 del 2010 poichè l’impugnazione stragiudiziale era stata proposta oltre il termine di sessanta giorni decorrenti dalla scadenza dell’ultimo rapporto.

Secondo il lavoratore, la decadenza introdotta dalla legge n. 183 del 2010 non poteva operare sui contratti costituiti anteriormente alla data di entrata in vigore della stessa legge e comunque il termine per l’impugnativa stragiudiziale era di centoventi giorni (e non di sessanta), come previsto per i contratti a termine.

Relativamente alla prima censura, la Suprema Corte conferma l’orientamento della giurisprudenza di legittimità (Cass. n. 2420 del 2016, conf. Cass. 2734 del 2016) secondo cui, in tema di somministrazione di lavoro, la decadenza prevista dal collegato lavoro si applica anche ai contratti a termine in somministrazione scaduti alla data di entrata in vigore della legge stessa (24 novembre 2010), senza la necessità di una norma che affermi espressamente questo concetto.

Per quanto riguarda il secondo tema – l’applicazione alla somministrazione del termine di decadenza di 120 giorni, previsto dal collegato lavoro (nella versione integrata dalla legge n. 92/2012) per i contratti a tempo determinato – la Corte ribadisce l’orientamento secondo il termine “allungato” si applica soli alle cause di impugnazione dei contratti a termine e non anche a quelle relative ai contratti di somministrazione, per le quali vale un termine più breve di 60 giorni. Di fronte a questa diversa disciplina, incorre nella decadenza il lavoratore somministrato che impugna in via stragiudiziale il proprio contratto di lavoro, chiedendo la costituzione di un rapporto di lavoro alle dipendenze dell’impresa utilizzatrice, dopo che sino decorsi 60 giorni dalla fine del rapporto.